Federico Puggioni

Federico Puggioni

Nato a Cagliari, ho studiato a Bologna e Copenhagen. Vivo a Stoccolma dal 2006 dove lavoro come insegnante e guida della città. Sono blogger freelance dal 2005 ed ho collaborato con alcune testate giornalistiche con articoli su Stoccolma e la Svezia. Nel 2014 ho fondato StockholMania Tours, portale attraverso cui offro visite guidate di Stoccolma e dintorni.

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Coronavirus: ultime dal fronte svedese

La Svezia continua a fare di testa sua, questa è la sintesi degli ultimi giorni in riferimento alla pandemia Covid-19. Ed il bollettino, ad oggi, è tutt’altro che incoraggiante: più di 90 morti e più di 3000 contagi verificati (cifra altamente sottostimata, come detto anche qui qualche giorno fa).

Nel mentre, il Governo ha deciso di limitare gli assembramenti ad un massimo di 50 persone (in precedenza il numero massimo era 500) e di obbligare ristoranti, bar e pub a funzionare soltanto con il servizio al tavolo: proibiti i buffet e le code ai banconi, per intenderci. Come effetto immediato, molti locali hanno chiuso i battenti ed in tanti cominciano a sentire puzza di bancarotta. Chi può inizia a correre ai ripari: alcuni ristoranti, ad esempio, visto il numero sempre minore di clienti, hanno deciso di offrire il servizio a domicilio; altri, come “Treats cocktails and foods” a casa ti portano l’intero bar…

Sì, perché sebbene non ci siano ancora limitazioni estremamente rigide, la gente tende ormai e sempre di più a restare a casa: ed è proprio questo a cui puntano le autorità, al buon senso dei cittadini. Allo svedese, dicono, non occorre proibire ma solo consigliare di non fare. Il che potrebbe essere anche vero, ma in questa circostanza – vista la ancora vasta possibilità di interpretare le linee guida – i pericoli che si corrono non sono pochi.

Due esempi che dimostrano l’incoerenza che si rischia con questo tipo di ragionamento. Diversi supermercati hanno deciso di dedicare un’apposita fascia oraria alle persone più a rischio di contagio, in modo che non possano entrare in contatto con gli “altri”. Ottima iniziativa. Al contempo, però, l’azienda dei trasporti pubblici di Stoccolma, per proteggere i propri autisti, ha proibito la salita dalle porte anteriori degli autobus (da cui, in condizioni normali, si sale per vidimare il biglietto) rendendoli di fatto gratuiti (e quindi più appetibili) ai non possessori di abbonamenti periodici. E ha inoltre ridotto drasticamente le corse con il risultato di sovraffollamenti incredibili nei mezzi, soprattutto nelle ore di punta (quando chi non può lavorare da casa, deve andare a lavoro). Intelligente, no?

Per concludere una notizia simpatica apparsa qualche giorno fa in un giornale locale. Due amiche vicine di pianerottolo, in autoisolamento, che non riunciano di certo al rito comune della fika!

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