Federico Puggioni

Federico Puggioni

Nato a Cagliari, ho studiato a Bologna e Copenhagen. Vivo a Stoccolma dal 2006 dove lavoro come insegnante e guida della città. Sono blogger freelance dal 2005 ed ho collaborato con alcune testate giornalistiche con articoli su Stoccolma e la Svezia. Nel 2014 ho fondato StockholMania Tours, portale attraverso cui offro visite guidate di Stoccolma e dintorni.

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Il ponte sull’Öresund compie 20 anni!

Uno dei più grandi progetti infrastrutturali di tutta Europa compie oggi i suoi primi 20 anni. Parliamo dell’Øresundbron (in svedese Öresundbron), nome composto dalla parola danese Øresund e da quella svedese bron: il ponte sullo stretto di Øre, che collega la Danimarca alla Svezia e, più in particolare, le città di Copenhagen e Malmö.

Inaugurato il 1 luglio 2000 alla presenza dei sovrani dei due Paesi scandinavi, la Regina Margarethe II e il Re Karl XVI Gustav, il ponte costituisce il risultato di un’ambizione che ha accomunato Svezia e Danimarca per tanti anni: già dalla seconda metà dell’Ottocento si desiderava infatti collegare fisicamente queste due nazioni lontane e vicine allo stesso tempo.

Non è stato certamente un iter semplice quello che ha portato alla costruzione di questa enorme infrastruttura: il dibattito politico e popolare è andato avanti per anni ed ha visto susseguirsi polemiche, proteste e qualche dimissione importante. Tutto si è ovviamente assopito dopo il 2000 ed il ponte è diventato progressivamente un simbolo di unione e un collegamento pratico e veloce per migliaia di persone: sono tanti, ormai, i pendolari tra le due parti. Lavoratori certo, ma anche chi – spinto dal costo dell’alcol in Svezia – va a fare rifornimento nella capitale danese, dove costa di meno.

Come è strutturato e quanto è costato il progetto?

Il ponte sull’Öresund è un progetto complesso, composto da più parti: 7,8 chilometri di ponte vero e proprio, 4 chilometri di tunnel sottomarino ed altri 4 che passano su un’isola artificiale appositamente costruita. Una sezione è riservata al traffico automobilistico; un’altra a quello ferroviario: i due percorsi procedono su due livelli di altezza diversi nel ponte e si districano in 5 corsie parallele nella parte del tunnel (2 riservate ai treni, 2 alle auto, 1 alle emergenze).

I lavori sono durati 5 anni ed hanno visto l’impiego di centinaia di operai specializzati e l’utilizzo di tecniche all’avanguardia per l’assemblaggio delle parti prevalentemente prefabbricate.

Quanto è costato il tutto?

Tanto.

Si parla di quasi 200 miliardi di euro per la struttura in sé, più di circa altri 200 per le infrastrutture collaterali. Si calcola che il prestito utilizzato dalle varie compagnie coinvolte si estinguerà soltanto nel 2040. Ecco spiegato il motivo del costo piuttosto alto del pedaggio: una normale utilitaria, ad esempio, deve pagare più di 50 euro per il transito nel ponte. Il treno è ovviamente molto più economico!

Qualche curiosità.

  • Qualche anno fa è uscita la serie televisiva “Bron”, il ponte, ambientata proprio tra Copenhagen e Malmö e nel continuo andirivieni nel ponte. Emblematico, ma un po’ crudo, come inizia la prima stagione: un cadavere in mezzo al ponte, per metà su suolo danese e per metà su suolo svedese…
  • L’isola artificiale di Pepparholm, a cui è vietato l’accesso alla collettività se non per il transito, ha visto svilupparsi con gli anni – in modo naturale – una particolare flora. Fa ora parte di una riserva naturale.
  • Una delle ragioni principali per cui il ponte si immerge letteralmente nell’acqua, trasformandosi in tunnel, è che l’aeroporto di Copenhagen è collocato proprio nell’estremità danese dello stretto: un ponte, in questa zona, avrebbe costituito un pericolo per il traffico aereo.
  • Il treno che percorre il ponte è un po’ particolare: è adatto, infatti, a funzionare sia con il sistema elettrico danese che con quello svedese. Inoltre il treno, ad un certo punto, “cambia corsia” in quanto in Danimarca la circolazione ferroviaria è a destra, in Svezia è a sinistra.
  • Circa 7 milioni di automezzi transitano sul ponte ogni anno, di cui il 90% composto da auto private. In estate si può arrivare a circa 800.000 passaggi al mese.
  • Negli ultimi anni, il ponte ha costituito – suo malgrado – un simbolo della crisi migratoria che ha colpito tutta l’Europa. Il governo svedese, ad esempio, nel 2015 decise di implementare i controlli ai passaporti di chi proveniva dalla Danimarca attraverso il ponte. Durante la crisi Coronavirus è stata invece la Danimarca a chiudere il transito a chi proveniva dalla Svezia.

Immagine di copertina: Av Nick-D – Eget arbete, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45290883

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