Federico Puggioni

Federico Puggioni

Nato a Cagliari, ho studiato a Bologna e Copenhagen. Vivo a Stoccolma dal 2006 dove lavoro come insegnante e guida della città. Sono blogger freelance dal 2005 ed ho collaborato con alcune testate giornalistiche con articoli su Stoccolma e la Svezia. Nel 2014 ho fondato StockholMania Tours, portale attraverso cui offro visite guidate di Stoccolma e dintorni.

Le nostre visite guidate

StockholMania Tours organizza numerose tipologie di tour e visite guidate a Stoccolma e nei suoi dintorni. Dalle passeggiate nei quartieri cittadini, alle visite dei musei e delle principali attrazioni, passando per diversi tour tematici, itinerari ed escursioni fuoriporta.

Ti abbiamo incuriosito?

Categorie

La sera in cui gli svedesi scoprirono la paura

Ieri sera, alle ore 21.15 puntuali, il Primo Ministro Stefan Löfven ha parlato alla nazione dal secondo canale della tv pubblica. È la terza volta che succede nella storia svedese. La quarta se si considera il discorso radiofonico di Per Albin Hansson all’indomani della capitolazione tedesca del 1945.

Basterebbe questo per far capire la gravità della situazione a cui pian piano si sta andando incontro anche in Svezia: il numero sempre più elevato di contagi e di decessi, ma soprattutto la prospettiva di incertezza che si sta proiettando per il prossimo futuro, cominciano ad intaccare quella pacatezza (e inefficacia?) dimostrata dalle istituzioni nelle scorse settimane.

È uno Stefan Löfven visibilmente commosso e impaurito quello che si presenta davanti alle telecamere. Il messaggio è chiaro e non lascia scampo agli equivoci: tanti svedesi dovranno prepararsi a dare l’addio ai propri cari, tanti si ammaleranno, tanti perderanno il lavoro e le proprie certezze. Löfven parla di sacrifici, di scelte drastiche e rinunce a cui tutta la cittadinanza, unita, dovrà essere pronta. Tutti dovranno prepararsi mentalmente al peggio. E tutti dovranno prendersi la responsabilità e dare il proprio contributo in modo adulto e consapevole. “Quel momento è arrivato”, dice. “Quel giorno è qui”, aggiunge.

L’appello è quindi alla solidarietà e all’unità nazionale, l’intenzione è quella di infondere sicurezza e fiducia nelle istituzioni. E quella, chiaramente, di limitare il panico. Ci sarà riuscito? Non completamente.

Davanti agli schermi, infatti, ci sono tante persone che sino a ieri pomeriggio avevano una percezione totalmente distorta di ciò che sta succedendo. Per molti svedesi, lo Stato è una gigantesca bolla protettrice, impermeabile alle disgrazie del mondo. Niente succede se non è ufficiale. Niente esiste se non è riconosciuto dalle istituzioni o dai maggiori organi di informazione. Ecco, il discorso del Primo Ministro, in quei termini e in quei toni, ha fatto scoppiare la bolla. E la preoccupazione che già aleggiava da due settimane, resa ufficiale, per tanti si è trasformata in un nuovo sentimento, in paura.

Un’amica medico, qualche minuto dopo il discorso di Löfven, scrive su Facebook: “Una situazione pesante sembra adesso ancora più pesante. Uno scenario surreale e da incubo che mai avrei pensato davvero di poter vivere”. 

Non serve aggiungere altro.

Nessuno sa come andranno le cose nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Ma ciò che è sicuro è che (anche) la Svezia, da ieri, non è più la stessa.

Share on facebook
Facebook
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on twitter
Twitter
Share on pinterest
Pinterest
Share on linkedin
LinkedIn
Share on email
Email

Ti potrebbero interessare...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *