Stoccolma e la Svezia
come nessuno te le ha ancora raccontate
Federico Puggioni

Federico Puggioni

Nato a Cagliari, ho studiato a Bologna e Copenhagen. Vivo a Stoccolma dal 2006 dove lavoro come insegnante e guida della città. Sono blogger freelance dal 2005 ed ho collaborato con alcune testate giornalistiche con articoli su Stoccolma e la Svezia. Nel 2014 ho fondato StockholMania Tours, portale attraverso cui offro visite guidate di Stoccolma e dintorni.
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La notte di Valpurga

Un salto in Germania

Quella del 30 aprile non è una notte qualsiasi in Svezia. Ma per spiegare perché occorre fare, come spesso capita, un salto indietro nel tempo.

Siamo nella seconda metà del 700. Una principessa, presumibilmente di origini inglesi, fu invitata in Germania dall’arcivescovo di Mainz, Bonifacio, per aiutare nella cristianizzazione dei tedeschi. Successivamente divenne badessa nel convento di Heidenheim dove morì nel 779. Qualche anno dopo le sue reliquie vennero trasferite nella cittadina di Eichstätt, laddove furono sepolte il primo maggio. La badessa venne canonizzata nel 870. Qualche secolo dopo nacque il suo culto, festeggiato per l’appunto il primo maggio.

Il suo nome? Valpurga.

 

L’arrivo della bella stagione

Secondo vecchie tradizioni germaniche (e celtiche), però, nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio, si festeggiava anche la fine dell’inverno e l’inizio della primavera: le credenze ci raccontano che streghe, a cavallo di scope, volassero in direzione della vetta di Blocken (nell’attuale Sassonia-Anhalt) per raggiungere il diavolo e festeggiare il sabba. E per spaventare queste streghe si accendessero dei grandi fuochi.

Ecco un altro esempio di come tradizioni pagane si siano pian piano mischiate e confuse con culti religiosi e cristiani. La religione ha progressivamente fatto sua la ricorrenza e quindi la notte tra il 30 aprile e il 1 maggio è diventata la notte di Valpurga. Ma, soprattutto in alcuni Paesi del nord Europa, la sera del 30 aprile si continuano ad accendere dei falò per salutare l’inverno e dare il benvenuto alla bella stagione. 

La presenza del fuoco si collega anche ad altre antiche tradizioni. La prima vedeva i falò come strumento per sbarazzarsi delle cose vecchie e lasciar spazio a quelle nuove; la seconda si rifà al mondo contadino: gli animali, dopo l’inverno, venivano portati nuovamente all’aperto col cominciare della bella stagione. I falò venivano utilizzati per spaventare gli animali selvatici ed impedire loro di attaccare le mandrie e le greggi durante il viaggio.

 

Valpurga a Stoccolma

La tradizione dei falò, con varie differenze, è ancora molto praticata in Svezia. A Stoccolma, ad esempio, i festeggiamenti più famosi hanno luogo nell’isolotto di Riddarholmen: il corteo munito di torce accese parte solitamente dalla piazza Stortorget nel centro storico ed arriva nella terrazza Evert Taube, laddove – con il sottofondo di canti e musiche primaverili – viene acceso il grande (ma controllatissimo) fuoco.


Federico Puggioni

Nato a Cagliari, ho studiato a Bologna e Copenhagen. Vivo a Stoccolma dal 2006 dove lavoro come insegnante e guida della città. Sono blogger freelance dal 2005 ed ho collaborato con alcune testate giornalistiche con articoli su Stoccolma e la Svezia. Nel 2014 ho fondato StockholMania Tours, portale attraverso cui offro visite guidate di Stoccolma e dintorni.

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