Federico Puggioni

Federico Puggioni

Nato a Cagliari, ho studiato a Bologna e Copenhagen. Vivo a Stoccolma dal 2006 dove lavoro come insegnante e guida della città. Sono blogger freelance dal 2005 ed ho collaborato con alcune testate giornalistiche con articoli su Stoccolma e la Svezia. Nel 2014 ho fondato StockholMania Tours, portale attraverso cui offro visite guidate di Stoccolma e dintorni.

La festa di Santa Lucia in Svezia

Santa Lucia in Svezia.

Il 13 dicembre è una ricorrenza molto sentita anche qui in Svezia. Ma perché? E come è arrivata sin quassù la figura della martire siciliana? La risposta è da trovare, come molto spesso accade in tema di tradizioni svedesi, in quella nebulosa di credenze e vecchi rituali che con il tempo ha confuso mitologia, paganesimo e religione.

In ogni caso la Santa Lucia svedese ha pochissimo a che fare con la martire siciliana. Vediamo perché.

La credenza popolare voleva, già prima del Medioevo, che quella tra il 12 e il 13 dicembre fosse la notte più lunga dell’anno: buia, pericolosa e infestata da strani fenomeni sovrannaturali. Alcuni temevano l’arrivo di Lussi, una figura malvagia che aveva le sembianze di una strega o di un vecchio. Non era quindi opportuno uscire di casa ed occorreva stare svegli: per vigilare e per allontanare la paura. Soprattutto i bambini dovevano prestare la massima attenzione: Lussi poteva infatti entrare dal caminetto e rapire chi non si era comportato bene. Inoltre, tutti i preparativi per il Natale ormai prossimo dovevano essere finiti: ed ecco che si macellava il maiale natalizio e si mangiava e beveva per tutta la notte, aspettando il nuovo giorno, aspettando la luce.santa lucia in svezia

L’eterna lotta tra bene e male, quindi. Tra buio e luce. Anche l’etimologia del nome può rifarsi a questa contrapposizione: è vero che la leggenda di Santa Lucia era ben nota in Svezia già dal 1200, ma è anche vero che il nome potrebbe derivare da quello di Lucifero: inteso o come “portatore di luce”, e quindi riferito a Venere, la “stella del mattino”, o come la personificazione del diavolo.

Arriviamo pian piano al 1700. Fu allora che la tradizione tedesca del Gesù bambino, rappresentato con una corona di candele nei capelli, si affermò anche in Svezia. Con una variazione: il bambino fu sostituito da una giovane adulta vestita di bianco che, con le sue immancabili luci sulla testa, visitava le diverse fattorie dei villaggi di campagna. Il primo riferimento concreto a questa nuova usanza risale al 1764 e ci porta nella cittadina di Skövde. A Stoccolma questa “Santa Lucia” svedese arrivò molto più tardi: come già successo per altre ricorrenze, fu il fondatore del museo all’aria aperta di Skansen, Arthur Hazelius, ad importare nella capitale svedese questa nuova festa. Correva già il 1893.

Santa Lucia in tempi più moderni: il treno di Lucia e la canzone di Cottrau.

Con il tempo le numerossime e antiche tradizioni, spesso molto diverse a seconda della zona della Svezia che si considera, sono quasi del tutto scomparse lasciando spazio all’ormai famoso “treno di Lucia”, il treno che porta la luce. Un modo di festeggiare la ricorrenza relativamente recente, se pensiamo che si diffuse in Svezia a partire dagli anni Venti del secolo scorso. Fu il giornale Stockholms Dagblad, nel 1927, a promuovere il primo corteo di Santa Lucia in chiave moderna: da lì, numerosi giornali locali copiarono l’idea e un po’ dappertutto si cominciarono ad istituire dei mini “concorsi di bellezza” per la scelta della Santa Lucia dell’anno. La stessa iniziativa si espanse ben presto alle scuole, alle fabbriche, agli ospedali, alle chiese: il 13 dicembre diventava così un’occasione per dare inizio ai festeggiamenti natalizi.

Tuttora il Luciatåg è un piccolo corteo di bambini o di giovani guidato da una ragazza (o da un ragazzo), Lucia, vestita/o di bianco e con in testa una corona di luci o candele. Il “treno di Lucia” è sempre accompagnato da canti tradizionali natalizi, di cui la napoletanissima “Santa Lucia” di Teodoro Cottrau (con testo riadattato alla circostanza da Sigrid Elmblad) costituisce il leitmotiv. Sì, un altro riferimento all’Italia, che nemmeno stavolta niente ha a che fare con la martire siracusana!

Il Luciatåg, inoltre, ricorda molto da vicino anche i piccoli cortei che i ginnasiali “fuorisede” svedesi – andando in giro e cantando per le strade – organizzavano per raccogliere delle collette che venivano utilizzate (nel migliore dei casi) per pagarsi il viaggio di ritorno a casa in vista del Natale. Nel peggiore dei casi, le collette finanziavano delle copiose bevute di alcol: un po’ come succede oggi in occasione della così chiamata “sbornia di Lucia”, Luciafylleri in svedese.

I dolci allo zafferano.

Chiaramente il 13 dicembre è anche il giorno in cui si mangiano quantità di lussekatter, i “gatti di Lucia”, chiamati anche lussebullar: delle soffici brioche allo zafferano decorate con due “occhi” di uvetta passa.

Ecco una videoricetta in italiano.

Santa Lucia a Stoccolma.

 

A Stoccolma sono veramente tante le iniziative ed i concerti in programma per il giorno di Santa Lucia ed, in generale, per il periodo prenatalizio. Le celebrazioni più di impatto e più accessibili sono quelle organizzate come di consueto dal museo all’aria aperta di Skansen. In alternativa noi consigliamo i vari concerti nelle principali chiese della città (come quelli della Cattedrale) o in alcuni teatri. Contattaci se desideri più informazioni in merito.

 

Se poi vuoi scoprire più da vicino la festa di Santa Lucia a Stoccolma puoi seguire il nostro tour tematico “Le luci di Natale”, una visita guidata a tema natalizio (e non solo) per le vie del centro storico e del quartiere moderno. Clicca qui per maggiori informazioni!

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