Federico Puggioni

Federico Puggioni

Nato a Cagliari, ho studiato a Bologna e Copenhagen. Vivo a Stoccolma dal 2006 dove lavoro come insegnante e guida della città. Sono blogger freelance dal 2005 ed ho collaborato con alcune testate giornalistiche con articoli su Stoccolma e la Svezia. Nel 2014 ho fondato StockholMania Tours, portale attraverso cui offro visite guidate di Stoccolma e dintorni.

Sant’Anna e il giorno dei pepparkakor

Sant’Anna e la birra di Natale

Il 9 dicembre, anticamente, era la data in cui iniziavano alcuni importanti preparativi per il Natale: la birra natalizia (julöl), ad esempio, doveva essere pronta per la lievitazione. In questa data cadeva (e cade) anche il giorno di (Santa) Anna e nei vecchi calendari runici tale ricorrenza era rappresentata dalla figura della stessa Anna con in mano un boccale: da qui anche il vecchio detto svedese “Anna med kanna” (Anna con il boccale).

Leggi anche la nostra guida completa al Natale svedese!

I pepparkakor, i biscotti natalizi allo zenzero

Oggigiorno la birra viene ovviamente acquistata ed anche gli altri preparativi natalizi non hanno più delle scadenze così rigide. Tuttavia, un po’ per ricordare le vecchie tradizioni, dal 1996 si è pensato di dedicare il 9 dicembre ad un altro prodotto natalizio (che però si può trovare anche “fuori stagione”): parliamo dei famosi biscotti allo zenzero, pepparkakor in svedese, che accompagnano tutto il periodo natalizio e vengono spesso consumati con il glögg o utilizzati per decorare gli alberi di Natale, finestre e simili.

La storia di questi biscotti affonda le sue radici in tempi lontanissimi: pare addirittura che si consumassero già nella antica Mesopotamia (1700 a. C.). In Svezia sono probabilmente arrivati attraverso i floridi scambi (economici e culturali) con la Germania, laddove esistevano già i classici stampi da forno (in legno) che potevano rappresentare persone o simboli di vario genere. E pare che i biscotti venissero apprezzati per le loro proprietà lenitive e digestive: per dirla in altre parole, mangiare pepparkakor aiutava l’umore e rendeva più gentili (un piccolo retaggio di questa vecchia credenza permane tuttora). I pepparkakor sono entrati nella categoria dei cibi natalizi e nello julbord svedese a partire dal 1800.

Etimologia e ricetta

Il nome svedese, tuttavia, potrebbe un po’ ingannare. Se traducessimo letteralmente, pepparkakor diventerebbe “biscotti al pepe” e non allo zenzero. Ci sono due teorie che spiegherebbero questa denominazione: la prima ci racconta che in orgine il pepe era effettivamente un ingrediente per questi biscotti; l’altra sostiene che anticamente tante spezie diverse venivano comunemente chiamate “pepe”.

Ciò che si sa con sicurezza è che la ricetta è stata modificata tantissime volte nel tempo e tuttora non esiste una sola e unica ricetta. Eccone comunque una abbastanza classica.

Ingredienti per 200 pepparkakor

  • 4 dl di zucchero
  • 2 dl di sciroppo di acero*
  • 2 dl di acqua
  • 250 grammi di burro
  • 2 cucchiai di cannella
  • 1 cucchiaio di cardamomo macinato
  • 1 cucchiaio di chiodi di garofano macinati
  • 1 cucchiaio di zenzero macinato
  • 1 cucchiaio di bicarbonato
  • 900 grammi di farina

*In Svezia si usa solitamente lo “sciroppo chiaro” (ljussirap), che difficilmente si trova da acquistare in Italia. Lo sciroppo d’acero (o il miele) è comunque una buona alternativa.

Procedimento

  1. PREPARAZIONE. Versare lo zucchero, o sciroppo e l’acqua in un pentolino e portare ad ebollizione.
  2. Tagliare il burro e mischiarlo con le spezie in un recipiente. Versare la miscela di zucchero, sciroppo e acqua e mescolare fino a che il burro si sciolga. Lasciar raffreddare sino al raggiungimento della temperatura ambiente.
  3. Mischiare la farina ed il bicarbonato e versare il tutto nella pastella. Lavorare l’impasto sino a che raggiunga una buona consistenza. Formare un rotolo, avvolgerlo nella pellicola trasparente e lasciar riposare in frigorifero per 1 o 2 giorni.
  4. COTTURA. Portare il forno a 200 gradi. ALTERNATIVA 1: Tagliare il rotolo in più parti e lavorarle con un mattarello (lo spessore della pasta deve essere di circa 2-3 millimetri). Usare degli stampi per ritagliare i biscotti. ALTERNATIVA 2: se non si hanno a disposizione gli stampi, affettare con un coltello affilato il rotolo in fettine di qualche millimetro l’una.
  5. Disporre i biscotti in una teglia con carta forno e far cuocere per circa 4-5 minuti. Prestate comunque molta attenzione in quanto i pepparkakor si bruciano molto facilmente!
  6. Volendo si possono decorare i pepparkakor con glassa o ghiaccia reale.

Immagine di copertina: Magnus Carlsson/imagebank.sweden.se

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