Federico Puggioni

Federico Puggioni

Nato a Cagliari, ho studiato a Bologna e Copenhagen. Vivo a Stoccolma dal 2006 dove lavoro come insegnante e guida della città. Sono blogger freelance dal 2005 ed ho collaborato con alcune testate giornalistiche con articoli su Stoccolma e la Svezia. Nel 2014 ho fondato StockholMania Tours, portale attraverso cui offro visite guidate di Stoccolma e dintorni.

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Il tempo dei semlor

Semla: storia e tradizioni

Il Carnevale, da queste parti, non si festeggia: niente maschere, niente sfilate, niente zeppole. Noioso? Un pochino!

Ma una tradizione, in questo periodo, esiste comunque: il semla!

Il semla è un dolce tipico, la cui ricetta ha subito numerose modifiche nei secoli: nella versione odierna, è costituito da un panino zuccherato e speziato al cardamomo, che viene aperto, scavato della sua mollica e farcito con una crema alle mandorle e panna montata. Ricorda un po’ il maritozzo romano, anche storicamente. La sua lunga tradizione trova conferma nel nome: è un’evoluzione del latino simila, che indicava la semola, il pane.

Il semla era il cibo “grasso” del periodo pre-quaresimale e del fettisdag, il martedì grasso (giorno ancora dedicato al semla). Era un pane che, originariamente, costituiva uno status symbol delle famiglie più ricche, visto il costo elevato della farina di grano. Era il cibo che poteva essere mangiato il giorno prima della Quaresima, prima del digiuno, ma non durante i fatidici quaranta giorni. Un po’ come per i cattolici la carne (che il carnevale levava, rinviava al dopo Pasqua), il semla rinviava alla stessa data la licenza di avere qualche pasto più ricco sulla tavola.

Esistono comunque altre versioni, totalmente opposte, che affermano che il pane era l’unico alimento permesso durante la Quaresima e che – per rendere tutto più gradevole – si cominciò a “nascondere” qualcosa di dolce al suo interno.

Il tempo ha comunque ed inevitabilmente mutato le cose. Se prima era impensabile mangiare un semla in un giorno diverso dal martedì grasso (pare che, addirittura, sino al 1960 ai fornai fosse proibita la vendita se non nella suddetta giornata), ora è possibile acquistare e mangiare questi dolci praticamente tutto l’anno. Ovviamente il periodo di picco è proprio questo: la maggior parte delle circa 40 milioni di semlor che vengono sfornati ogni anno in Svezia, vengono trangugiati tra la settimana precedente e quella successiva al martedì grasso. E mantengono – alla faccia delle tradizioni più antiche – una discreta popolarità anche durante tutta la Quaresima.

Altre curiosità

Esistono altre diverse curiosità che ruotano attorno al semla. La prima – che raccontiamo spesso durante i nostri tour del Palazzo Reale e della Reggia di Drottningholm – riguarda un Re svedese, Adolf Fredrik: la sera del lontano 12 febbraio 1771, un martedì grasso, il monarca – dopo un abbondantissimo pasto ed un’altrettanta abbondante bevuta – si concesse la bellezza di 14 semlor. Poche ore dopo, mentre era seduto al tavolo da gioco, avvertì un malessere che lo portò presto alla morte. In molti, all’epoca, accusarono i semlor di omicidio (ci fu addirittura la proposta di cancellare il martedì grasso e bandire il dolce dal Paese), benché fu accertato che la morte del Re fosse stata causata da un ictus. Nonostante questo, il povero Adolf Fredrik è rimasto alla storia con l’epiteto de “il Re che morì mangiando”.

La seconda curiosità riguarda un’idea abbastanza recente avuta da una pasticceria di Stoccolma: sfornare e vendere semlor da passeggio. I wrapsemlor sono dei rotoli di pasta speziata con all’interno la stessa farcitura dei semlor normali, che si possono mangiare mentre si cammina. [Qui c’è una videointervista con il loro creatore]. Seguendo un po’ la stessa filosofia innovativa, ormai sono tante le pasticcerie che producono svariatissime versioni di semla…

E per concludere, l’Accademia svedese del Semla, nata nel 1993 ma sciolta nel 2012. Che cos’era questa strana accademia? Era composta da un gruppo di entusiasti intenditori di semlor che ogni anno, a partire dal primo martedì successivo all’Epifania sino al martedì prima di fettisdagen, si riunivano a Göteborg per assaggiare e valutaresemlor che gli stessi membri acquistavano o che persone comuni di tutta la Svezia inviavano per posta. Ogni volta venivano valutate otto caratteristiche del semla in esame e ciascuno di esse veniva votata dai membri del comitato – con una scala da 0 a 5 – attraverso degli appositi cartelli che venivano alzati contemporaneamente quando il portavoce, contato sino a tre, gridava: “Semla!”. Assurdo, no? Lo scopo dell’Accademia era quello di promuovere il semla in termini di qualità in tutto il Regno svedese: pare che, vista l’ottima offerta ormai presente sul territorio, l’obiettivo sia stato pienamente raggiunto!

La ricetta

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