Una guida italiana di Stoccolma un po' insolita

Hai presente una classica guida turistica con in mano la bandierina, un ombrello chiuso, una paletta di riconoscimento? Bene.

Hai partecipato anche tu ad una tradizionale visita guidata in cui sei stato tartassato da sfilze di date storiche, nomi di personaggi più o meno famosi, terminologie troppo tecniche o informazioni facilmente reperibili nelle guide cartacee o in rete? Benissimo.

Ecco, io non sono niente di tutto questo. E adesso ti spiego il perché.

Per prima cosa ti devo confessare che non sono amante del turismo di massa. Non mi piacciono i gruppi troppo numerosi e disomogenei, con partecipanti che non fanno parte dello stesso progetto di viaggio organizzato e che non si conoscono tra di loro. Detesto la calca, la confusione, lo stress. I tempi troppo rigidi ed i programmi troppo densi.

Non amo nemmeno ripetermi o recitare a memoria ciò che ho studiato nei libri. Non l’ho mai fatto neanche a scuola. Sono allergico alla monotonia, mi piace l’originalità.

Ciò che offro nei miei tour è un qualcosa di totalmente diverso dalle classiche visite guidate a cui un po’ tutti siamo da sempre stati abituati. Il motivo è molto semplice: anch’io, da turista, ho molto spesso considerato insoddisfacenti e noiose alcune esperienze a cui ho partecipato. Perché quindi proporre ai miei ospiti un qualcosa dello stesso genere? “No, non se ne parla proprio, io faccio a modo mio!” – mi sono più volte detto.

Mi piace raccontare a tutto tondo la città di Stoccolma e la Svezia: le loro bellezze, il loro indubbio fascino, le tante eccellenze. Ma non trascuro mai ciò che c’è nell’altro lato della medaglia, i tanti, tantissimi problemi, le tante, tantissime contraddizioni, i tanti, tantissimi aspetti e sfumature che solo un residente in pianta stabile può conoscere. Amo fare collegamenti, in modo che i tour abbiano sempre una logica ed assumano un senso compiuto: non mischio mai due cose che niente hanno a che fare tra di loro. E cerco di adottare un approccio il più pedagogico possibile: in ciò, la passione che ho sempre avuto per l’insegnamento mi ha aiutato e mi continua ad aiutare.

In sintesi, mi considero una guida italiana di Stoccolma un po’ insolita, anche se il termine “guida turistica” in realtà non mi si addice tanto. È un termine che rispetto profondamente ma che non rispecchia il mio modo di esercitare questa bellissima professione. Mi considero più che altro una guida per viaggiatori, di “strada”: un compagno di viaggio e un amico in grado di raccontare la vita da queste parti secondo la particolare prospettiva di un italiano naturalizzato svedese.

PS: E sì, a volte anch’io uso la paletta di riconoscimento: ma solo quando ho la necessità di camuffare un po’ la mia altezza da diversamente-gigante!

La mia vita (molto) in breve!

Quando ho lasciato Cagliari ero poco più che adolescente. Volevo studiare e conoscere il mondo. Ma non ho fatto in tempo a vagare tanto: Bologna e Copenhagen sono state le mie case provvisorie. Poi è successo qualcosa: una ragazza di Stoccolma mi ha catturato e non mi ha più lasciato andare.

guida italiana a stoccolma

Io nel 2006, la prima volta a Stoccolma.

È così che nel 2006 sono approdato nella capitale svedese. Con la città non è stato amore a prima vista: mi sono dovuto ambientare, integrare. Ho dovuto capire. Imparare. Pian piano Stoccolma è diventata la mia città, la mia casa, il posto che stavo cercando per ripiantare quelle radici sdradicate, non senza dolore, tempo prima. Sono diventato uomo.

Ho viaggiato per Stoccolma in lungo e in largo, per anni. Camminando per chilometri, assecondando la mia passione per la fotografia e per la storia dei luoghi, ho scoperto questa città e me ne sono innamorato perdutamente. Di un amore ragionato, consapevole dei pregi e dei difetti. Di un amore fatto di carezze ma anche di pugni.

Poi ho seguito l’istinto: mai pensai e avrei pensato che il mestiere di guida turistica potesse cercarmi, stuzzicarmi ed infine trovarmi e convincermi. Ma la passione ormai diventava strabordante: volevo raccontare i miei sentimenti e le mie sensazioni, volevo mostrare agli altri quello che avevo scoperto quassù. Mi sono messo a cercare informazioni, a parlare con le persone del luogo, mi sono messo a studiare. Ho fatto un corso e ho cominciato a lavorare come guida italiana di Stoccolma per un’azienda locale. 

Funzionava! Non dimenticherò mai le belle parole spese da tante donne e uomini alla fine dei miei tour. Non dimenticherò mai le calorose strette di mano e gli sguardi emozionati di chi aveva capito esattamente la passione che alimentava il mio lavoro. Di tutto questo, a loro, a voi, sarò sempre grato.

Il resto è arrivato di conseguenza. Dopo qualche anno ho capito che volevo e potevo offrire qualcosa di più particolare. Ad un buon stipendio ho preferito la dignità, ad un turismo teso al profitto e senza anima ho preferito la qualità: mi sono licenziato dall’azienda per cui lavoravo, ho raccolto le idee maturate negli anni precedenti e ho aperto StockholMania Tours. Correva il giugno 2014…

Piccola carta d'identità

  • Federico Puggioni
  • Cagliari, 1983
  • Cittadinanza italiana e svedese
  • Maturità classica
  • Laurea Magistrale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali
  • Moglie + 1 bimbo
  • Amo la fotografia, i libri, adoro scrivere e mi rilasso suonando il piano o ascoltando della buona musica.

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