Benvenuto nel tour virtuale di Gamla Stan
il centro storico di Stoccolma!

visite guidate stoccolma italianoIn questo periodo così difficile, ho deciso di regalare a tutti un piccolo tour guidato virtuale del centro storico di Stoccolma, Gamla Stan.

Il tour è articolato in 10 brevi tappe, tutte collegate le une alle altre con dei link nel testo o con i bottoni nella parte inferiore delle immagini interattive. In alternativa, è possibile cliccare sui punti selezionati nella mappa presente in questa pagina e successivamente nel link del relativo pop-up.

Ovviamente questo tour virtuale è solo un piccolissimo assaggio della passeggiata guidata che svolgiamo di solito. Tanti altri racconti, aneddoti e curiosità vi aspettano quando tutto tornerà alla normalità e potremo nuovamente vederci di persona qui a Stoccolma!

Vai alla prima tappa e…buona passeggiata!

Federico

1 - Slottsbacken

Cominciamo il nostro tour da uno dei punti più particolari dell’intero centro storico di Stoccolma, Gamla Stan (tradotto: la città vecchia).

Siamo in Slottsbacken: uno dei piazzali più ampi della città e anche uno dei più panoramici. Se guardiamo davanti a noi, verso est vediamo infatti una delle insenature del Mar Baltico su cui si affaccia il Museo Nazionale (quell’edificio in stile veneziano oltre il canale) e da cui si intravvede, in lontananza, il lungomare più elegante della capitale: Strandvägen.

È in Slottsbacken che anticamente sorgeva la [sg_popup id=”56605″ event=”inherit”]fortezza Tre Kronor[/sg_popup], andata purtroppo distrutta da un incendio alla fine del 1600. Al suo posto, l’imponente e settecentesco Kungliga Slottet: il Palazzo Reale per antonomasia, che possiamo vedere sulla nostra sinistra. L’esterno è un classico barocco romano; l’interno, composto da più di mille stanze, è un amalgama di stili differenti, testimoni delle varie dinastie reali (e delle varie epoche) che si sono susseguite sino ai nostri giorni. Questa è tuttora la residenza ufficiale del Re di Svezia, Carlo XVI Gustavo: è qui che il sovrano svolge le sue funzioni (quasi puramente simboliche) e che la Famiglia Reale organizza spesso feste, banchetti, ricevimenti e balli.

In primo piano, la statua equestre del Re Carlo XIV Giovanni: un sovrano dalla storia davvero bizzarra che raccontiamo però durante i nostri tour del Palazzo Reale.

Slottsbacken, nella sua parte più alta, si chiude con un’altra facciata barocca. Spostando lo sguardo in senso antiorario, vediamo infatti la Cattedrale della città, Storkyrkan in svedese. Questa è una delle chiese più antiche di Stoccolma visto che è stata edificata a partire dai primi anni del 1300 laddove già sorgeva una piccola chiesa di villaggio. Le ristrutturazioni, sia degli interni che degli esterni, sono state numerose durante i secoli, ma si tratta comunque di una delle chiese più interessanti da visitare. Anche perché qui sono custoditi, tra gli altri, due dei più importanti pezzi d’arte cittadini: [sg_popup id=”56618″ event=”inherit”]la statua originale di San Giorgio e il Drago[/sg_popup](risalente alla fine del 1400, di cui parleremo nella terza tappa) e la prima rappresentazione grafica in assoluto della città di Stoccolma, [sg_popup id=”56622″ event=”inherit”]il Dipinto del Parelio.[/sg_popup]

Storkyrkan è tuttora la chiesa utilizzata dai Reali di Svezia per le cerimonie religiose più importanti.

Ora, partendo dalla Cattedrale, sempre spostandoci in senso antiorario, vediamo un edificio basso, di colore giallo. È la Chiesa Finlandese, di cui parleremo nella prossima tappa.

 

2 - Il ragazzo di ferro

Siamo arrivati in questo piccolo ed intimo cortile che appartiene alla Chiesa Finlandese, l’edificio che ora vediamo sulla nostra sinistra. Il fatto che a Stoccolma ci sia una chiesa finlandese non deve stupire: sono tanti, infatti, i finlandesi residenti nella capitale svedese. Questa chiesa, insieme a quella tedesca che vedremo dopo, è una congregazione che risponde alla Chiesa Svedese, ma che gode di parecchia autonomia: ad esempio, la lingua usata nelle celebrazioni è appunto il finnico.

Pensate, questo edificio si chiama “Piccola casa della palla”. Indovinate perché? Perché al suo interno, nel 1600, c’era una sorta di palestra del Palazzo Reale!

In questo cortile, poi, “abita” un piccolo amico: [sg_popup id=”56627″ event=”inherit”]il ragazzo di ferro, Järnpojken,[/sg_popup] in svedese. Si tratta di una piccolissima statua che raffigura per l’appunto un ragazzo accovacciato su se stesso. Si dice che in questa posizione, durante la notte, guardi la luna dall’abbaino della sua camera. In ogni caso, vista la sua dimensione e la sua collocazione, con il tempo la piccola statua è diventata un porta fortuna: ce ne accorgiamo dal fatto che la sua testa è lucida e consumata, a testimonianza delle centinaia di visite che riceve. Chi vuole, poi, può fare un’offerta e quindi lasciare qualche monetina o qualche altro piccolo souvenir. Il tutto viene devoluto ovviamente alla Chiesa Finlandese.

Ah sì, l’artista che ha creato il nostro Järnpojke negli anni ’60 si chiamava Liss Eriksson!

Ora usciamo da questo cortile, ci ritroviamo nella Piazza dei Mercanti.

 

3 - La Piazza e la Via dei Mercanti

La data di fondazione ufficiale della capitale svedese è il luglio 1252. Fu allora che il capitano Birger Magnusson scrisse per la prima volta il nome “Stoccolma” in una lettera.

Una città che già dai tempi era ben sviluppata nei settori economico e commerciale. Ecco, noi ci troviamo in uno dei punti più importanti da questo punto di vista: da questa piccola piazza si apriva (davanti a noi), il primo porto della città. È qui che venivano stoccate le merci in entrata e in uscita dal vecchio borgo: merci che percorrevano le varie vie che da qui partono, magari per fermarsi nelle numerose botteghe o per raggiungere i tanti magazzini annessi al mercato che si teneva in Stortorget.

Non è un caso che sia questa piccola piazza che la strada che la collega a Stortorget (dietro di noi) si chiamino rispettivamente Piazza e Via dei Mercanti.

Oggi, questo piccolo angolo di centro storico è importante perché qui si può ammirare una copia bronzea della statua “San Giorgio e il drago” (l’originale, in legno, è custodita all’interno della Cattedrale, ne abbiamo parlato brevemente nella prima tappa). Una statua che ci riporta alla fine del 1400, quando il capo dell’esercito svedese, Sten Sture, decise di commissionare quest’opera per autocelebrarsi dopo la vittoria nella battaglia di Brunkeberg contro la Danimarca. La lettura che bisogna fare della statua è però del tutto nuova rispetto alla leggenda biblica: San Giorgio rappresenta infatti lo stesso Sten Sture, il drago ucciso altro non è che la Danimarca tirannica e la principessa – staccata dal pezzo principale – è la Svezia salvata dalle fauci danesi.

Tra il 1397 ed il 1523, infatti, la Svezia ha fatto parte dell’Unione di Kalmar, la prima lega internazionale della storia che comprendeva anche Danimarca e Norvegia. Sulla carta la lega garantiva l’indipendenza politica ai tre regni, ma in pratica era la Danimarca ad esercitare il controllo. Un controllo sempre più soffocante (soprattutto in termini economici e commerciali) che portò all’inevitabile conflitto tra Copenhagen e Stoccolma (conflitto che però non bisogna leggere solo in termini nazionalistici). La battaglia di Brunkeberg, combattuta e vinta dal nostro Sten Sture/San Giorgio, è stata un importante (benché non determinante) tassello di questo scenario.

Ora andiamo verso la statua e scendiamo verso destra. Ci ritroviamo in Österlånggatan.

 

4 - Österlånggatan

La “strada lunga orientale”, Österlånggatan in svedese, è stata per tanto tempo una delle vie principali di questo quartiere. Qui osterie e bettole l’hanno fatta da padrone per lungo tempo. Attualmente è una via quasi speculare a Västerlånggatan (di cui parleremo fra poco), benché sicuramente molto meno turistica, meno affollata e con diversi negozietti di artigianato che meritano una visita. Per non parlare dei vari locali e ristoranti che ancora qui si affacciano: alcuni ve li suggeriremo con piacere quando ci incontreremo di persona!

Di Österlånggatan è poi particolare l’atmosfera, la sua architettura e la sua praticità: collega in modo comodo il piazzale del Palazzo Reale, Slottsbacken, con un’altra piazza importante del nostro centro storico che vedremo immediatamente: Järntorget.

Prima però, merita una nota il locale Den Gyldene Freden, al civico 51: questo ristorante è il più vecchio di Stoccolma ed è l’unico in città a non aver mai cambiato indirizzo dal 1722, anno della sua apertura. Oggi è di proprietà dell’Accademia Svedese.

 

5 - La piazza del ferro

Ed eccoci in Järntorget, letteralmente la piazza del ferro. Il motivo alla base del suo nome è presto detto: era qui che, nel Medioevo, veniva pesato il ferro che poi veniva caricato nelle navi attraccate nel porto e venduto all’estero.

Sulla nostra sinistra, al civico 84, nel 1675 venne costruita la primissima sede della Banca Centrale svedese, la più antica banca centrale al mondo. Particolare il piccolo corridoio sospeso che collega questo edificio a quello accanto: fu edificato quando la banca lo annesse, per permettere un transito più facile (e coperto) al personale.

La statua accanto all’ingresso della vecchia banca raffigura Evert Taube, uno degli ultimi trubadur svedesi moderni, morto nel 1976. Non è un caso che la statua sia collocata nelle vicinanze del ristorante “Den Gyldene Freden” di cui abbiamo parlato nella precedente tappa. Lui era un assiduo frequentatore del locale (a cui dedicò una raccolta di scritti nel 1924) e proprio in questo punto di Järntorget aspettava regolarmente il taxi che lo riportava a casa dopo le sere trascorse nel ristorante.

In mezzo alla piazza, abbiamo una delle vecchie pompe pubbliche della città: una delle poche ancora esistenti, benché fuoriuso. E osservate la pendenza dell’edificio di fronte a noi: si tratta di una conseguenza di un fenomeno di bradisismo che tuttora fa innalzare la terraferma di qualche millimetro l’anno!

Sulla destra della piazza, oltrepassata la pasticceria più antica di Stoccolma (Sundbergs), inizia una delle vie più lunghe (e popolate) dell’intera Gamla Stan: parliamo di Västerlånggatan (via lunga occidentale, tradotto). È sicuramente una delle vie più frequentate perché qui si affacciano numerosissimi negozietti di souvenir e cianfrusaglie e qualche altro locale.

Questa strada ha di certo il suo fascino, ma a noi non piace percorrerla quando è troppo affollata, né soffermarci nei negozietti. Ne percorriamo infatti soltanto un pezzettino prima di infilarci destra, al civico 81.

6 - Il vicolo più stretto

Se si oltrepassa il portante al numero civico 81 di Västerlånggatan, si rimane certamente un po’ sorpresi. Ci troviamo davanti al vicolo più stretto di tutta la città di Stoccolma: Mårten Trotzigs gränd.

Tale Mårten Trotzigs altro non era che uno dei tanti commercianti tedeschi trasferitisi a Stoccolma alla fine del 1500. Abitava proprio qui. E questa stretta scalinata (che arriva ad una larghezza minima di 90 cm) altro non era che un passaggio privato che collegava Västerlånggatan con Prästgatan e Tyska Stallplan.

7 - Il quartiere tedesco

Usciti dal vicolo stretto, arriviamo laddove la via Prästgatan incontra Tyska Stallplan.

Qui, sulla sinistra (al civico 78), nacque uno dei pittori svedesi più importanti e famosi dell’Ottocento: Carl Larsson. Ce lo ricorda anche la targa affissa nella parete.

Prästgatan, letteralmente “la strada del prete”, è uno dei vicoli più autentici e di maggior fascino di tutta Gamla Stan. Era qui che un tempo, in quattro piccole case, abitavano i cappellani della città. Ed è una via che in un certo senso delimitava, ad ovest, il quartiere tedesco: la zona in cui numerosi tedeschi, prevalentemente commercianti di Lubecca, presero dimora una volta trasferitisi a Stoccolma.

Questa parte della città vecchia è tuttora dominata dalla Chiesa Tedesca, che vedremo più da vicino nella prossima tappa.

 

8 - La chiesa tedesca

Continuando in Prästgatan, arriviamo all’incrocio con Tyska Brinken e alziamo lo sguardo. Eccola la Chiesa Tedesca! Con il suo campanile di 96 metri, il più alto nel centro storico.

La sua istituzione risale al 1571, ma l’edificio è di qualche decennio più tardi e la torre risale alla fine del 1800. Proprio in questo punto, durante il Medioevo, aveva sede la gilda dei commercianti tedeschi, intitolata a Santa Gertrude. La stessa santa a cui è dedicata anche l’attuale chiesa.

Tyska kyrkan, questo il suo nome in svedese, un po’ come la Chiesa Finlandese di cui abbiamo parlato nella nostra seconda tappa, è una parrocchia non-territoriale: è posta sotto l’egida della Chiesa Svedese, ma gode di notevole autonomia. Anche qui, le funzioni vengono svolte principalmente in lingua tedesca ed è riservata ai cittadini tedeschi, a chi è nato in un Paese di madrelingua tedesca, ed ai coniugi e figli degli appartenenti a queste due categorie.

Proseguiamo sulla nostra sinistra, sempre in Prästgatan e arriviamo all’incrocio successivo.

9 - La pietra runica

Arriviamo dunque all’angolo tra Prästgatan e Kåkbrinken: qui c’è un piccolo reperto che rischia di passare inosservato se non si presta attenzione.

Protetta da un vecchio cannone del 1600, è incastonata nella parete di questo edificio [sg_popup id=”56633″ event=”inherit”]una pietra vichinga (o runica) originale[/sg_popup], risalente all’anno 1000 circa. Si tratta di una pietra commemorativa che due genitori, Torsten e Frogunn, eressero in memoria di un figlio defunto.

Questa è l’iscrizione in alfabeto runico:

ᚦᚬᚱ[..]ᛅᛁᚾ ᛫ ᛅᚢᚴ ᛫ ᚠᚱᛅᚤᚴᚢᚾ ᛫ ᚦᛅᚢ[…] ᛫ ᛋᛏᛅᛁᚾ ᛫ ᛁᚠᛏᛁᛦ […] ᛋᚢᚾ ᛋᛁᚾ

Questa è l’unica pietra runica pubblica che si può trovare a Stoccolma, ed è in realtà un po’ strano che ci sia. Sì, perché i Vichinghi non hanno mai abitato quest’isola! Non si sa esattamente la provenienza, né la collocazione originale: presumibilmente è arrivata qui come materiale edile per la costruzione degli edifici del quartiere, insieme ad altre pietre simili che sono andate perdute, da qualche località non distante dal Lago Mälaren.

Pronti per l’ultima tappa del nostro tour virtuale? Andiamo in Stortorget!

10 - Stortorget, la Piazza Grande

Siamo arrivati nell’emblema di Gamla Stan e forse di tutta la città di Stoccolma. Anzi, senza forse. Stortorget è il simbolo per eccellenza della capitale svedese.

Stoccolma non esisterebbe senza Stortorget e viceversa.

Durante il Medioevo e anche nei periodi successivi, questa piazza è stata il fulcro di tutta la vita cittadina. Dal punto di vista economico, perché qui si svolgeva il mercato quotidiano e gli affari in generale; da quello politico, perché era da qui che la città veniva governata; da quello sociale, perché questo era – come tutte le piazze di paese – il punto di incontro (e di scontro) della cittadinanza. E anche dal punto di vista storico. Ricordate la diatriba Svezia vs. Danimarca che abbiamo accennato nella nostra terza tappa? Beh, ecco, non finì certamente con la gloriosa vittoria di Sten Sture nel 1471!

Qualche decennio dopo, il Re danese Cristiano II, simpaticamente soprannominato “il tiranno” qui in Svezia (in Danimarca vi diranno tutt’altra cosa, ovviamente!), si fece incoronare Re di Svezia. Promise, al contempo, un’amnistia generale ai vari oppositori politici svedesi che gli avevano ostacolato il cammino negli anni precedenti. Li invitò addirittura al banchetto post incoronazione per festeggiare questa “pace” ritrovata con chili di cibo e litri di vino. Peccato che però il nostro buon Cristiano avesse idee ben diverse: organizzò in fretta e furia un processo farsa, condannò a morte questi signori e chiamò il boia. La mattina dell’8 novembre 1520, verso mezzogiorno, cominciarono le esecuzioni: come palscoscenico della carneficina fu scelto ovviamente Stortorget. E siccome in molti morirono decapitati, ecco il nome di questo evento segnante per la storia svedese. Il Bagno di Sangue.

Cosa è successo dopo? Diciamo che è nata la Svezia moderna. Ma questa è un’altra storia!

Tornando alla nostra piazza, a proposito di Bagno di Sangue, ci sono due leggende che hanno un riferimento “materiale” in Stortorget. Il palazzo rosso al civico 20, davanti a noi, ha delle placche di pietra bianche attorno alle finestre e alle porte. Ecco, si dice che il numero di pietre corrisponda al quello di condannati a morte di quel tragico novembre 1520. Riferimento possibile, ma abbastanza improbabile.

Se ci spostiamo nel lato sinistro della piazza, ecco che all’angolo di questo edificio bianco, poco sopra l’insegna di un ristorante, troviamo incastonata una palla di cannone. La leggenda qui dice che quella cannonata fu lanciata dalla vecchia fortezza Tre Kronor (che era situata dove ora troviamo il Palazzo Reale), in direzione di una delle finestre di questo palazzo, perché si dice che il Re danese, Cristiano II, alloggiasse lì. Peccato che questo palazzo sia stato costruito successivamente al 1520, quindi la leggenda è in questo caso infondata…ma ci piace lo stesso raccontarla!

Ora ci spostiamo, per concludere, nel lato destro della piazza. Questo edificio barocco è la Casa della Borsa ed è opera dell’architetto Erik Palmsted. Nel piano terra, sino a non troppo tempo fa, aveva sede proprio la borsa di Stoccolma. Oggi c’è invece il Museo Nobel, dedicato chiaramente al famoso premio ed ai premiati. Ma alziamo lo sguardo: nella facciata leggiamo bene la scritta “Svenska Akademien”, l’Accademia svedese. Già, questa antica istituzione (che ogni anno decide il premio Nobel per la letteratura), ha la sua sede proprio qui!

Bene, il nostro piccolo tour virtuale di Gamla Stan, il centro storico di Stoccolma, finisce qui. Chiaramente ci sono ancora decine e decine di racconti, aneddoti e dettagli che non vediamo l’ora di raccontarvi di persona, quando questo brutto periodo finalmente finirà. E finirà molto presto!

Anzi, facciamo così: mandateci una email oggi stesso, scriveteci che avrete intenzione di venire a Stoccolma nel prossimo futuro e che vi piacerebbe fare un tour guidato con noi. Noi registreremo questo desiderio e, quando sarà, vi faremo un piccolo sconto sulla prenotazione! 

Un saluto da Stoccolma!

La vostra guida Federico.

Clicca sui bottoni qui sopra per procedere con il tour.

Mappa Interattiva

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