Tra Grazia Deledda, esalettura e Premi Nobel

Una produzione tanto abbondante quanto prestigiosa, poco studiata nelle scuole, poco accessibile e di conseguenza poco conosciuta. Parliamo dell’opera di Grazia Deledda, scrittrice sarda, una delle primissime donne a vincere il Premio Nobel: la prima italiana in assoluto, la seconda in riferimento al solo premio per la Letteratura.

Correva il 1927 quando, accompagnata dal marito, sfidò il freddo di Stoccolma: simile a quello della sua Nùoro, ma non esattamente la stessa cosa. Ritirò allora il Premio dell’anno precedente, ufficialmente non conferito per mancanza di candidati, partecipò al banchetto presso il Grand Hotel e visitò l’Ambasciata italiana nell’isola di Djurgården. Il premio fu senza dubbio il suggello della sua carriera, figlia della sua temerarietà, capacità ed intelligenza. E di una rete di contatti notevolissima per l’epoca: basti citare, soltanto per fare un esempio, Carl Bildt, uno dei membri dell’Accademia Svedese (nonché ex ambasciatore a Roma) che la candidò al prestigioso premio per ben nove volte in dieci anni!

Grazia Deledda, con il tempo, non è stata dimenticata. Almeno non da tutti. In Sardegna costituisce ancora una delle fondamenta del nostro orgoglio, della nostra forte identità, benché di più si sarebbe potuto fare e tanto si potrebbe ancora fare per promuovere ed omaggiare questa incredibile donna.

La bellissima idea dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sezione di Nùoro, va proprio in questa direzione: il progetto, chiamato “Grazia Deledda in esalettura”, ha come scopo principale quello di far conoscere e di diffondere l’opera di Grazia Deledda il più possibile. Come? Rendendo accessibili a tutti le sue pagine. Le pubblicazioni (al momento due), oltre che su cartaceo, sono disponibili infatti su altri cinque supporti, tra cui ovviamente il braille. 

Di questo progetto si è parlato ieri sera durante un evento tenuto all’Istituto italiano di cultura di Stoccolma, con ospite la stessa sezione UICI di Nùoro. Emozionanti le letture (tenute sia vedenti che da non-vedenti), interessante la lezione della Professoressa emerita di lingua italiana all’Università di Stoccolma Luminitza Beiu-Paladi e apprezzata l’iniziativa di regalare a tutti i partecipanti la raccolta di racconti Chiaroscuro!

Da sardo a Stoccolma non potevo di certo mancare.

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